venerdì 12 dicembre 2008

LE TRAPPOLE DELLA COMUNICAZIONE

Durante i colloqui spesso commettiamo molti errori senza rendercene conto.... ecco alcuni esempi:

1. Trappola della conrontazione della negazione
l'operatore insiste per il cambiamento e tenta di forzare le resistenze ed i dubbi del paziente;
2. Trappola del biasimo;
3. Trappola dell'etichettatura;
4. Trappola dell'orientamento alla soluzione;
5. Trappola della consolazione;
6. Trappola dell'interpretazione.


Gordon ha individuato i seguenti blocchi della comunicazione:


1. dare ordini;
2. fare minacce;
3. dare consigli, fornire soluzioni;
4. fare prediche paternali;
5. criticare, giudicare;
6. concordare;
7. ridicolizzare;
8. interpretare;
9. consolare;
10. indagare, porre domande insistenti;
11. distrarsi, cambiare argomento.


Dott.ssa Alessandra Rosa

lunedì 8 dicembre 2008

IL DIALOGO NELLA TERAPIA COGNITIVA

Dallo psicologo si va a parlare….
Questa affermazione è una banalizzazione del vero lavoro dello psicologo, il quale utilizza come via maestra del suo lavoro il colloquio il quale non è, però, un …parlare.
Una tecnica utilizzata nel colloquio psicologico è il dialogo socratico.
Il dialogo socratico si fonda sull’uso di domande pregnanti e frequenti riassunti. Gli scopi sono quelli di indagare il contenuto e il significato dell’esperienza del paziente e di modificarne comportamento e convinzioni.
Molti terapeuti si pongono la seguente domanda: “ quali sono le migliori domande da porre quando il paziente afferma….”
Non esiste una risposta conclusiva! Bisogna favorire il dialogo per far emergere informazioni rilevanti.
Un buon terapeuta non può fare a meno dei seguenti presupposti:
1. il terapeuta deve essere in grado di formulare domande a cui il paziente sia in grado di rispondere;
2. la scelta delle domande deve far emergere i pensieri negativi, indagare il loro significato..;
3. le domande devono essere aperte per permettere al paziente di spaziare sull’argomento scelto;
4. il paziente non deve essere sottoposto ad un interrogatorio;
5. il terapeuta deve cercare di comprendere le esperienze ed i vissuti del paziente.
Il “parlare”dallo psicologo non è un semplice dialogo ma un momento di incontro e riflessione.
Dott. Alessandra Rosa

IL MESTIERE DEL GENITORE

Una giovane coppia decide di avere un figlio...quanti dubbi, speranze e aspettative affollano la mente dei futuri genitori...!
Come ci si comporta, come si affrontano le difficoltà e come si può aprire un canale di dialogo?
Nella nostra cultura, purtroppo, porsi queste normali domande implica automaticamente considerarsi cattivi genitori.
Molti hanno paura di chiedere un aiuto nella gestione dei figli ai parenti, hanno timore di chiedere consigli, non vogliono dare l'impressione di essere incapaci.
Nella nostra tradizione chiedere sostegno sottintende automaticamente sentirsi dei falliti, degli incapaci.
Tale vissuto si amplifica ulteriormente se il tema delle preoccupazioni è la gestione dei figli se la persona a cui si chiede aiuto è uno psicologo.
L'ansia dei neo-genitori è un'apprensione sana e normale, che colpisce sempre, nonostante molti abbiano difficoltà ad ammetterlo.
La paura e la vergogna di chiedere aiuto ad un psicologo impedisce ai familiari di accedere ad una serie di tecniche, momenti di in-formazione e sostegno molto utilli per apprendere a gestire al meglio le proprie emozioni e il dialogo con i figli.
L'approccio cognitivo-comportamentale ha ideato parent training molto utili e con un'efficacia scientificamente dimostrata dalle ricerche...l'unico problema? Riuscire a superare le proprie resistenze...

Dott. Angelo Collevecchio

lunedì 1 dicembre 2008

Ben-Essere

LATO MENTALE
La salute della mente, la sua giovinezza è data dalle stimolazioni che le diamo attraverso la lettura, il cinema, il teatro e lo studio. Uno degli impulsi innati nell’uomo è quello della ricerca delle novità: che conduce una vita monotona è candidato alla nevrosi, all’invecchiamento precoce. La mente deve sempre rimanere flessibile e aperta, non rinchiusa in pregiudizi e schemi mentali rigidi.
L’elasticità mentale permette di dare più interpretazioni agli eventi negativi della vita, imparando anche a cogliere le sfumature positive delle cose.

LATO SPIRITUALE
Chi ha cercato, nella propria esistenza, solamente bellezza, ricchezza e successo come affronterà la vecchiaia? Come reagirà alla perdita di un lavoro o di una persona cara?malissimo. il distacco fa parte della vita.
I valori spirituali vanno al di là del credo religioso e comprendono: l’apertura verso gli altri, l’amicizia, la collaborazione, il volontariato, la parola gentile, il sorriso…cose di cui tutti abbiamo bisogno. Molto spesso capita che una persona si sposa il proprio lavoro trascurando le amicizie, i propri hobbies. Nella nostra società si sono andati perduti: il dialogo, l’ascolto, la solidarietà. Poi accade un lutto, una perdita e ci si ritrova soli, ci si sente soli. Tra gli scopi del programma “Ben-essere” vi è proprio quello di aiutare i partecipanti ad accrescere la consapevolezza di se stessi, dei propri bisogni e desideri.

Dott. Angelo Collevecchio

sabato 22 novembre 2008

Ben-Essere

LATO FISICO
Questo aspetto comprende la cura del corpo ma anche della nostra salute. Ci sono persone ossessionate dalla cura e dalla perfezione del proprio fisico mentre altre che si fanno del male mangiando troppo, fumando, bevendo in maniera eccessiva. Il nostro programma si prefigge l’obiettivo di aiutare gli individui a gestire in maniera più consenziente le preoccupazioni e le problematiche legate al proprio fisico.

LATO EMOTIVO
L’autocontrollo è una buona qualità in alcune situazioni ma l’eccessiva razionalità a scapito delle emozioni ci limita nel godere appieno di alcune situazioni. Il modello di vita basato sulla repressione delle emozioni in passato era prerogativa dell’uomo, oggigiorno tale comportamento si sta estendendo anche a donne e bambini provocando stress, malattie psicosomatiche, disagio psicologico.
Le emozioni sono una modalità importante per entrare in sintonia con gli altri, per conoscersi veramente. Per gestire in maniera adeguata un’emozione bisogna innanzitutto riconoscerla, accettarla ed esprimerla in maniera adeguata. imparando a parlare delle proprie emozioni i rapporti diventano più untimi, profondi e autentici.
Non dobbiamo sentirci in colpa per le emozioni che proviamo, esse non sonno né positive né negative, il nostro modo di esprimerle può essere adeguato o no.

Dott. Angelo Collevecchio

lunedì 20 ottobre 2008

BEN-ESSERE

Nella nostra società, sempre così frenetica, tutto si svolge troppo in fretta. Per mantenersi al passo con i tempi e con i modelli proposti dai media (efficienza, magrezza, giovinezza) molte persone sono costrette a ritmi di vita e regole disumane che costringe a vivere una vita sempre di fretta, sempre con un miraggio da raggiungere…dopo un miraggio…un altro ancora.
Questo desiderio di raggiungere degli obiettivi impalpabili è la causa principale di stress, ansia e depressione che oltre ad essere dannoso psicologicamente lo è anche fisicamente.
Le fluttuazioni in natura sono normali: un giorno piove, un giorno c’è il sole, un giorno è nuvoloso.
Nella vita frenetica delle persone, invece, le oscillazioni creano stress, ansia e frustrazione e tutto un corollario di pensieri negativi che sono dovuti ai modelli sociali basati sul perfezionismo e l’efficienza.
La perfezione non è di questa terra e la cosa più importante è riuscire a cogliere gli aspetti positivi anche nei momenti critici della vita.
I pilastri fondamentali della vita di ogni persona sono 4 : lato emotivo, fisico, mentale e spirituale.

Dott. Angelo Collevecchio

sabato 4 ottobre 2008

DISTURBO DA DISMORFISMO CORPOREO

La caratteristica essenziale è la preoccupazione per un difetto nell'aspetto fisico; il difetto può essere immaginario, oppure se è presente una piccola anomalia fisica, la preoccupazione del soggetto è eccessiva. La preoccupazione deve causare disagio significativo nel funzionamento sociale, lavorativo, affettivo. Le preoccupazioni riguardano difetti lievi o immaginari della faccia o della testa, come capelli più o meno folti, rughe, pallore o rossore , sudorazione, eccessiva peluria. Ogni parte del corpo può divenire oggetto di preoccupazione( es. genitali, mammelle, gambe..), altre preoccupazioni riguardano la forma di parti del corpo.
I soggetti evitano molte situazioni di contatto sociale e lavorative; utilizzano lenti di ingrandimento e luci speciali per evidenziare i loro difetti,passano molte ore davanti allo specchio. Comportamenti e rituali di controllo, eccessiva pulizia; alcuni soggetti possono evitare di guardarsi, ed evitano molte situazioni. Confronti frequenti della parte del corpo ritenuta brutta con quella di altre persone, si cerca di camuffare il difetto per paura che gli altri lo notino e ne ridano.
E' frequentemente associato a disturbo depressivo maggiore, disturbo delirante, fobia sociale e DOC. E' frequente sia negli uomini che nelle donne; insorge in adolescenza, ma può essere diagnosticato tardivamente. Ha un decorso continuativo, la parte del corpo al centro della preoccupazione può rimanere la stessa o cambiare.

TERAPIA

- chirurgia estetica?
- psicoterapia cognitivo-comportamentale
- psicoterapia psicodinamica



DOTT.SSA Alessandra Rosa
biglietto da visita