lunedì 23 febbraio 2009

COME AIUTARE GLI ALTRI AD IDENTIFICARE LO STRESS

E' importante saper individuare i sintomi di una condizione di stress per poter aiutare le persone che ci circondano. I principali sintomi di stress riscontrabili dall'esterno sono:

- agitazione: una persona non riesce a rilassarsi, a dormire, deve muoversi in continuazione;
- assunzione di alcool: bere troppo o troppo spesso contribuisce ad aumentare lo stress;
- disturbi del linguaggio: può accadere che si balbetti, che le frasi restino incomplete o che si
presentino difficoltà di articolazione;
- esplosioni di nervosismo: un forte stress può comportare crisi di rabbia e/o pianto immotivate;
- fumo: il fumo eccessivo può essere un sintomo di stress e se non si ha la possibilità di farlo si
diventa irritabili;
- impulsività: agire senza riflettere può essere un forte segnale di stress;
- inappetenza: una persona stressata tende a non nutrirsi in modo adeguato;
- negativismo: tendenza ad assumere un atteggiamento negativo rispetto alla situazione
presente;
- rifiuto della situazione: una persona stressata può scappare da una situazione in quanto la
interpreta in un modo diverso rispetto alla realtà;
- tremore: a volte alle persone stressate tremano le mani, le gambe o il corpo intero.


Dott.ssa Alessandra Rosa

mercoledì 18 febbraio 2009

LA COMUNICAZIONE NELLA COPPIA

Lui pensa:"E' bellissima, anche se troppo magra" e dice: "Tesoro! Ti sei dimagrita!".
Lei pensa: "Mi ha detto che ero troppo grassa!" e mette il muso.
Quante volte sono accaduti questo fraintendimenti...
Le relazioni, e in particolare la coppia, possono essere fonte di grande soddisfazione e di crescita personale; a volte con il trascorrere del tempo si possono venire a creare situazioni di disagio che possono far precipitare la relazione.
Come mai persone che si sono tanto amate finiscono per farsi la guerra nei tribunali e finiscono per non rivolgersi la parola?
All'interno di una coppia gli elementi coinvolti sono principalmente tre:
1. i due partner con i loro pensieri, le loro esperienze e le loro emozioni;
2. la comunicazione, con tutti gli aspetti positivi ma anche con molte difficoltà e trappole.
Una buona comunicazione, chiara ed emotiva può autare i membri della diade a comprendere fino in fondo i desideri e i bisogni del partner.
Quando comunichiamo e ascoltiamo ciò che il nostro partner esprime, siamo sempre influenzati dalle nostre emozioni e dalle nostre esperienze passati. Proprio tali esperienze ci portano a "decodificare" i messaggi che riceviamo.
Una buona comunicazione è connotata da una chiarezza che non lascia libertà "di interpretazione" e dall'espressione del proprio stato emotivo. Proprio all'interno di tale principio la Terapia Cognitiva-Comportamentale ha sviluppato un filone di studi che si interessa delle "distorsioni" comuni che avvengono all'interno di una coppia.


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Dott. Angelo Collevecchio

venerdì 12 dicembre 2008

IL TEST DEI COLORI

Il test dei colori è stato ideato nel 1949 dallo svizzero Max Luscher; i settori di utilizzazione sono svariati: clinica, selezione del personale, orientamento professionale, educazione. In medicina psicosomatica il test trova una collocazione di preminenza dal momento che permette di segnalare le zone di tensione sia fisiologica che psicologica, anche quando non abbiano ancora raggiunto l'espressione sintomatica permettendo al medico e allo psicologo di formulare una diagnosi più precisa.
Tale test essendo in grado di offrire indicazioni utili circa le condizioni fisiologiche del soggetto, la sua sorgente di tensione, i meccanismi di compensazione e le sue aspettative, si pone come uno strumento importante per tutti i professionisti che si ddedicano all'ipnosi, alla logoterapia ed al training autigeno.


Dott.ssa Alessandra Rosa

LE TRAPPOLE DELLA COMUNICAZIONE

Durante i colloqui spesso commettiamo molti errori senza rendercene conto.... ecco alcuni esempi:

1. Trappola della conrontazione della negazione
l'operatore insiste per il cambiamento e tenta di forzare le resistenze ed i dubbi del paziente;
2. Trappola del biasimo;
3. Trappola dell'etichettatura;
4. Trappola dell'orientamento alla soluzione;
5. Trappola della consolazione;
6. Trappola dell'interpretazione.


Gordon ha individuato i seguenti blocchi della comunicazione:


1. dare ordini;
2. fare minacce;
3. dare consigli, fornire soluzioni;
4. fare prediche paternali;
5. criticare, giudicare;
6. concordare;
7. ridicolizzare;
8. interpretare;
9. consolare;
10. indagare, porre domande insistenti;
11. distrarsi, cambiare argomento.


Dott.ssa Alessandra Rosa

lunedì 8 dicembre 2008

IL DIALOGO NELLA TERAPIA COGNITIVA

Dallo psicologo si va a parlare….
Questa affermazione è una banalizzazione del vero lavoro dello psicologo, il quale utilizza come via maestra del suo lavoro il colloquio il quale non è, però, un …parlare.
Una tecnica utilizzata nel colloquio psicologico è il dialogo socratico.
Il dialogo socratico si fonda sull’uso di domande pregnanti e frequenti riassunti. Gli scopi sono quelli di indagare il contenuto e il significato dell’esperienza del paziente e di modificarne comportamento e convinzioni.
Molti terapeuti si pongono la seguente domanda: “ quali sono le migliori domande da porre quando il paziente afferma….”
Non esiste una risposta conclusiva! Bisogna favorire il dialogo per far emergere informazioni rilevanti.
Un buon terapeuta non può fare a meno dei seguenti presupposti:
1. il terapeuta deve essere in grado di formulare domande a cui il paziente sia in grado di rispondere;
2. la scelta delle domande deve far emergere i pensieri negativi, indagare il loro significato..;
3. le domande devono essere aperte per permettere al paziente di spaziare sull’argomento scelto;
4. il paziente non deve essere sottoposto ad un interrogatorio;
5. il terapeuta deve cercare di comprendere le esperienze ed i vissuti del paziente.
Il “parlare”dallo psicologo non è un semplice dialogo ma un momento di incontro e riflessione.
Dott. Alessandra Rosa

IL MESTIERE DEL GENITORE

Una giovane coppia decide di avere un figlio...quanti dubbi, speranze e aspettative affollano la mente dei futuri genitori...!
Come ci si comporta, come si affrontano le difficoltà e come si può aprire un canale di dialogo?
Nella nostra cultura, purtroppo, porsi queste normali domande implica automaticamente considerarsi cattivi genitori.
Molti hanno paura di chiedere un aiuto nella gestione dei figli ai parenti, hanno timore di chiedere consigli, non vogliono dare l'impressione di essere incapaci.
Nella nostra tradizione chiedere sostegno sottintende automaticamente sentirsi dei falliti, degli incapaci.
Tale vissuto si amplifica ulteriormente se il tema delle preoccupazioni è la gestione dei figli se la persona a cui si chiede aiuto è uno psicologo.
L'ansia dei neo-genitori è un'apprensione sana e normale, che colpisce sempre, nonostante molti abbiano difficoltà ad ammetterlo.
La paura e la vergogna di chiedere aiuto ad un psicologo impedisce ai familiari di accedere ad una serie di tecniche, momenti di in-formazione e sostegno molto utilli per apprendere a gestire al meglio le proprie emozioni e il dialogo con i figli.
L'approccio cognitivo-comportamentale ha ideato parent training molto utili e con un'efficacia scientificamente dimostrata dalle ricerche...l'unico problema? Riuscire a superare le proprie resistenze...

Dott. Angelo Collevecchio

lunedì 1 dicembre 2008

Ben-Essere

LATO MENTALE
La salute della mente, la sua giovinezza è data dalle stimolazioni che le diamo attraverso la lettura, il cinema, il teatro e lo studio. Uno degli impulsi innati nell’uomo è quello della ricerca delle novità: che conduce una vita monotona è candidato alla nevrosi, all’invecchiamento precoce. La mente deve sempre rimanere flessibile e aperta, non rinchiusa in pregiudizi e schemi mentali rigidi.
L’elasticità mentale permette di dare più interpretazioni agli eventi negativi della vita, imparando anche a cogliere le sfumature positive delle cose.

LATO SPIRITUALE
Chi ha cercato, nella propria esistenza, solamente bellezza, ricchezza e successo come affronterà la vecchiaia? Come reagirà alla perdita di un lavoro o di una persona cara?malissimo. il distacco fa parte della vita.
I valori spirituali vanno al di là del credo religioso e comprendono: l’apertura verso gli altri, l’amicizia, la collaborazione, il volontariato, la parola gentile, il sorriso…cose di cui tutti abbiamo bisogno. Molto spesso capita che una persona si sposa il proprio lavoro trascurando le amicizie, i propri hobbies. Nella nostra società si sono andati perduti: il dialogo, l’ascolto, la solidarietà. Poi accade un lutto, una perdita e ci si ritrova soli, ci si sente soli. Tra gli scopi del programma “Ben-essere” vi è proprio quello di aiutare i partecipanti ad accrescere la consapevolezza di se stessi, dei propri bisogni e desideri.

Dott. Angelo Collevecchio
biglietto da visita